Il sito di Davide Bregola
LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA "FARE STORIE 2010" A CARPI
Sabato 30 Gennaio 2010 17:37

A Carpi (Modena) all'interno della Biblioteca Multimediale "Loria" da Marzo a Maggio 2010 terrò laboratori di scrittura con Giorgio Vasta, Raul Montanari e Antonio Pascale. Gli incontri saranno sempre seguiti da conversazioni serali assieme a me e a questi scrittori. E' necessario iscriversi al seguente numero di telefono: 059-649954.

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Girotondi e filastrocche
Lunedì 07 Dicembre 2009 18:45
E' uscito oggi il quarto volume sulle "parole buone" che resistono nel tempo: "I girotondi, le conte e gli scioglilingua più belli del mondo". Quest'anno ho raccolto filastrocche, ninnenanne, indovinelli della tradizione, di altri paesi, regionali e in lingua italiana. Rime e frasi che arrivano dalla notte dei tempi e sono ancora qui con noi. Le considero "parole buone" perché non sono di moda, non sono seducenti per il mercato, non sono nuove, ma sono parole forti che considero un vero e proprio canto alla durata.
 
I libri del duemilaenove
Venerdì 23 Ottobre 2009 13:45
I miei libri del 2009 hanno a che fare con il "Bene" e sono:
I primi quattro sono una ricerca sul linguaggio. Ho cercato parole che arrivano dalla notte dei tempi e ancora oggi vengono cantate o fatte giocare da mamme e bambini. Costituiscono un percorso che prende l'abbrivio dalla ricerca svolta da Italo Calvino sulla fiaba con il suo fondamentale "Fiabe Italiane" (Mondadori) e dalla collana diretta da Bruno Munari per Einaudi "Tantibambini".
Lettera agli amici sulla felicità è un omaggio alla gioia, allo stupore, alla meraviglia e all'incanto. Volevo scrivere alcune cose che facessero entusiasmare. E' una lettera che dono a tutti coloro che non hanno perso la speranza in un presente pieno di gesti sinceri e buoni. Per tutti coloro che credono ancora nel "bene di vivere".

 

 
Scrivere il "Bene" e non il "Male"
Venerdì 30 Ottobre 2009 14:23
Attraverso la sofferenza si impara. Eschilo nei celebri versi dell'Agammennone scriveva: "Zeus conduce i mortali alla saggezza/avendo fissato una valida legge:/conoscenza attraverso dolore. [...] Verso coloro che hanno sofferto, Dike inclina conoscenza". Scrivo questo perché parlare di "bene" e scriverlo può dar adito a diverse ambiguità se non si hanno idee che sul "male". Non è soltanto attraverso il male che si subisce a diventare accorti e solo attraverso illusioni e delusioni si acquista una corretta conoscenza delle cose. Ciò che l'uomo dovrebbe apprendere attraverso la sofferenza è l'intendimento giudizioso dei suoi limiti. Esperienza è dunque esperienza della finezza umana, in cui si sa di non essere padroni del tempo e del futuro. Questa esperienza e questa consapevolezza la si può avere anche rivolgendo lo sguardo e la propria arte al "Bene" di vivere delle persone e non soltanto al "Male". Anche scrivere questi due termini è questione molto discutibile: Male e Bene non sono agli antipodi; Male non è il contrario di Bene. La questione è molto più raffinata: scrivere e rivolgersi al "Bene" di vivere è complesso quanto occuparsi, così come fanno tantissimi artisti italiani e stranieri, al "Male". Platone nel suo Fedone indicava il corpo come origine dei mali per l'uomo: "Fino a quando noi possediamo il corpo e la nostra anima resta invischiata in un male siffatto, noi non raggiungeremo mai in modo adeguato quello che ardentemente desideriamo, vale a dire la verità. Infatti il corpo si procura innumerevoli preoccupazioni per la necessità del nutrimento; e poi le malattie, quando ci piombano addosso, ci impediscono la ricerca dell'essere. Inoltre esso ci riempie di amori, di passioni, di paure, di fantasmi di ogni genere e di molte vanità, di guisa che, come suol dirsi veramente, per colpa sua, non ci è pure possibile pensare in modo sicuro alcuna cosa.[...]" Platone successivamente riconosce la natura provocatoria di questo testo e attribuirà all'anima e alla sua parte peggiore il "Male", però in ogni caso imputava all'elemento materiale l'origine metafisica dei mali. Il male dipende non da un principio negativo, ossia da una natura fonte di male, ma dalla volontà dell'uomo e dalle cattive scelte che essa opera. Scrivere di "Bene", dunque significa avere la consapevolezza che il male e il peccato morale non sono il desiderio di realtà cattive, ma solo la rinuncia a una realtà migliore. In breve, se si vuole scrivere di "Bene" di vivere si è consapevoli che il male non sta nelle cose, ma nell'uso scorretto che ne fa l'uomo. Male sta nella scelta di cose inferiori in luogo di quel che è superiore.
 
Meraviglia, stupore, entusiasmo
Giovedì 15 Ottobre 2009 12:13
La mancanza di amore mi "sgretolava". Tra amici ci sedevamo di fronte come nemici, con giovanile cattiveria e freddezza, e cercavamo la lite. Così diventavamo sempre più senza casa, dormivamo all'aperto, per terra o dentro buche. Arrivava il crepuscolo, e dalle stanze non nostre venivano portate fuori le maschere di morte. Ma la coazione all'inimicizia era più forte di tutto, e ognuno voleva sentire dall'altro soltanto ancora cose cattive. Sembrava un fine secolo infecondo, avevamo il mondo in pugno ma non lo volevamo accettare. A me quella condizione sembrava inutile e nichilista, inutile e nociva, e pian piano mi allontanavo. "Per te non esiste quello giusto!" mi accusavano, senza capire che invece cercavo meraviglia, stupore, bene, gioia, entusiasmo. Invece trovavo estetica disperazione; ma la disperazione mente e noi eravamo dentro a un mondo di menzogna. Un mondo di menzogna accettata per vera è un mondo senza le parole giuste, è un universo di parole sbagliate. Qui, vicino, ci stanno le parole per la nostra disperazione, ma all'orizzonte ci sono le parole buone. Io cerco quell'orizzonte perché la civiltà è una universale invocazione di salvezza. Sto cercando le parole buone attraverso le persone perché ora non mi sgretolo più.
 
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